Come consumare una birra artigianale

a cura di Davide Crisà

La scorsa settimana abbiamo visto come scegliere una birra artigianale. Oggi scopriremo come bere una birra artigianale, ma voglio introdurre l’argomento raccontandovi un aneddoto della mia infanzia. Spesso da ragazzino, durante le afose giornate estive a Palermo, mi fermavo ad osservare alcuni sfaccendati avventori dell’osteria del mio quartiere, intenti a giocare al gioco del tocco della birra. Ogni manche di questo gioco era caratterizzata da una posta costituita da 4 birre da 66 e, attraverso la conta delle dita, veniva individuato un sutta ed un patruni che disponevano della distribuzione dell’intera posta, attraverso un rituale fortemente simbolico di riti ed alleanze tra fazioni opposte.
Durante la bevuta, fatta rigorosamente a canna, non era consentito staccarsi dalla bottiglia per prendere fiato. Tutti gli astanti erano lì pronti a sanzionare ogni tipo di trasgressione da questa regola.
Nel mio quartiere c’era però un outsider. Un leader assoluto. Tanino u turcu. Un omino basso, scuro, magro come un chiodo, con gli occhi di un celeste che solo il mix di razze tipico dell’incredibile avvicendamento di popoli che hanno dominato la Sicilia può consentire.
Ebbene la mano che fatalmente decretava Tanino u turcu come u patruni ci consentiva di assistere ad un miracolo della natura. Egli era capace di afferrare, tra l’indice e il medio di ciascuna mano, le quattro bottiglie dal lungo collo di gelata birra della nota marca altoatesina e ingollarle contemporaneamente senza sosta, come una specie di Maiorca dei bassi fondi della città. Noi ragazzini osservavamo rapiti l’oscillazione regolare del suo pomo di Adamo, che ritmicamente sottolineava ogni sorsata. Il termine di ogni sua impresa veniva da noi salutato con grida di giubilo, che a mala pena coprivano gli insulti degli altri giocatori, rimasti come si dice in gergo “accucchiati” ossia a bocca asciutta.
Ecco, se Tanino era il mago del tocco della birra, al contrario incarnerebbe il peggior bevitore di birra artigianale!

Bere una birra artigianale è innanzitutto un’esperienza sensoriale.
Come direbbero gli americani Take your time.

Innanzitutto consumala alla temperatura giusta. Se la bevi troppo fredda i tuoi sensi si intorpidiranno e non avvertirai nulla, dall’altro estremo per noi non è culturalmente accettabile fare come in molti pubs inglesi, in cui la birra, spillata ancora con la pompa a mano, viene servita a temperatura ambiente. La virtù come sempre sta nel mezzo.
La temperatura di servizio cambia a seconda dello stile e del grado alcolico ma possiamo considerare ottimale un intervallo tra i 5°C e gli 8°C per pilsner e lager, tra 7°C e 10°C per la maggior parte delle ales e tra i 10°C e i 13°C per le birre scure o i barley wines.
Il consiglio pratico che mi sento di darvi per servire la birra alla temperatura ottimale, senza munirsi del termometro da sommelier, è il seguente: ad esempio, una bottiglia da 50cl della nostra Iconika Golden Ale o Iconika Saison riposta verticalmente sulla tasca dello sportello del frigo impiega circa 6 ore a raggiungere la temperatura ottimale di servizio. Poi puoi lasciarla lì e la sua temperatura dovrebbe mantenersi costante intorno agli 8 gradi. Se hai fretta, basta poco meno di un’ora nello scomparto freezer.

È quindi giunto il momento di stappare la bottiglia. Sei tentato di attaccarti vero? Sbagliato! La birra artigianale va sempre versata nel bicchiere, se possibile in quello giusto, badando a che si formi un bel cappello di due dita di soffice schiuma.
La schiuma non solo rende esteticamente bello il bicchiere colmo di birra, ma la rende anche più digeribile. Come si dice “se fa la schiuma nel bicchiere non la farà nella pancia”. Diffida delle birre che non schiumano.
Prendi tempo per guardare il colore e annusarla. La birra artigianale è fatta con materie prime pregiate, goditele tutte.
Bevi un sorso alla volta e valuta le stimolazioni sensoriali delle varie parti della lingua. Sui bordi avvertirai l’acidità, il dolce in punta, al centro la sapidità, in fondo l’amaro. Con tutta la bocca avvertirai la persistenza del complesso dei sapori che definiscono il corpo della birra. Tutto il resto è dato dalle sensazioni retro olfattive. Prova a riconoscere i profumi.
Degustare la birra artigianale può aiutarti ad allenare il gusto e l’olfatto e quindi intensificare tutte le esperienze che coinvolgono questi due fondamentali sensi.

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