1. PREPARAZIONE
Scegli il bicchiere
Ci sono diverse opzioni: alcuni preferiscono il rocks glass (il classico bicchiere basso), per permettere all’aria di circolare; altri utilizzano bicchieri incurvati verso l’interno e con lo stelo (tipo piccoli bicchieri da vino), perché in questo modo vengono catturati gli aromi del gin e non si scalda il liquido col calore delle mani.
La temperatura di servizio
Prima di cominciare porta il gin a temperatura ambiente (21-23°C) perché se è troppo freddo o troppo caldo gli aromi possono modificarsi. Inoltre, all’inizio della degustazione è meglio non utilizzare ghiaccio, acqua tonica o garnish di qualunque tipo, ma tieni a portata di mano dell’acqua naturale.
Bocca pulita
Meglio evitare cibi troppo saporiti, pieni di aglio, spezie e peperoncino. Anche le chewing-gum
sono vietate. Per pulire il palato e il naso è sufficiente un sorso di caffè freddo diluito oppure
annusare un chicco di caffè.
2. ANNUSARE
Dopo aver versato un po’ di gin nel bicchiere giunge il momento di odorarlo. Non esagerare altrimenti inspirerai una dose eccessiva dei fumi dell’alcol e sarà inutile. La cosa migliore è ruotare leggermente il bicchiere per liberare gli aromi e aspirare delicatamente dal naso tenendolo distante 5 o 6 centimetri dal viso. Tieni la bocca leggermente aperta. Ripeti l’operazione più volte, sempre con attenzione e delicatezza.
3. ASSAGGIARE
Degusta
Per il primo assaggio dovresti provare il gin liscio. Prendi un piccolo sorso e manda giù velocemente, così prepari il palato, poi fai un altro piccolo sorso e lascialo riposare sulla lingua due secondi prima di deglutire. Fai circolare in tutta la bocca per un paio di secondi il terzo sorso e infine ingoia. Nel frattempo cerca di concentrarti su ciò che stai sentendo sia in bocca sia dopo aver deglutito. Ripeti il processo con minimo quattro piccoli sorsi, perché spesso ogni volta noterai sentori che non avevi percepito la volta precedente.
Annacqua
Diluisci il gin con un pochino d’acqua. Comincia con tre gocce e in caso ce ne sia bisogno aggiungine altre tre. Il fine è quello di rimuovere in parte il forte impatto dato dall’alcol così da esaltare le differenti note delle spezie e delle botaniche, senza però lavare completamente via i sapori.
Giudica
Parametri principali:
– complessità: Il gin è piatto o si evolve? Emergono pochi o molti sapori? Tendenzialmente è preferibile un gin aromaticamente ricco (che non significa forte, ma con diversi sentori percepibili);
– equilibrio: questi sentori devono essere equilibrati fra loro. La ricchezza aromatica deve essere armonica in bocca e al naso;
– lunghezza: talvolta è preferibile un gin che perdura dopo averlo mandato giù;
– il tuo gusto: il gin ti piace? E’ l’unica cosa che conta davvero.
4. IN MISCELAZIONE
Per una buona degustazione e valutazione è conveniente provare anche il gin miscelato, visto che quello sarà il suo uso principale. Fondamentale la prova nel Gin Tonic (consigliamo proporzione 1 a 4 – o 3 massimo – tra gin e tonica e la scelta di una tonica il più neutra possibile; abbondante ghiaccio, possibilmente con cubetti grandi e pieni; niente garnish in questa fase). Se avete la possibilità può essere anche interessante provare il gin nei diversi cocktail classici, come Martini, Negroni o Gin Fizz.
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